Teaching

 

Lezioni di pianoforte

 

Riccardo Bozolo vive e lavora a Münster in Germania. Per l'A.A.2016/2017 è stato Professore di pianoforte presso le Scuole Medie di Mel e Lentiai (BL), dopo aver lavorato nell'A.A.2015/2016 presso la Hochschule für Musik di Münster in Germania come Lehrauftrag für Klavier, Korrepetitor e anche come Assistente di Heribert Koch.


2007 - 2008
Docente di pianoforte presso l'Associazione "Amici della Musica" di Villorba (TV)

2008 - 2015
Docente di pianoforte presso l'Associazione "Amici della Musica Arcangelo Corelli" - sezione di Follina (TV)

2008 - 2012
Professore di pianoforte presso la Scuola Comunale di Musica "Antonio Miari" di Belluno (BL)

2009 - 2011
Insegnante di pianoforte presso la Scuola di Musica "La Sorgente" - sezioni di Domegge, Lozzo e Santo Stefano di Cadore (BL)

2011 - 2012
Docente di pianoforte presso l'Associazione Musicale "Sanvitese" di San Vito di Cadore (BL)

2014 - 2015
Docente di pianoforte presso la Scuola di Musica dell'Associazione "Unisono" di Feltre (BL)  e presso l' "H-Demia Fonderia dello spettacolo" di Treviso (TV)

2015 - 2016
Professore aggiunto di pianoforte presso la Hochschule für Musik di Münster (GERMANIA)

2016 - 2017
Professore di pianoforte presso IC di Mel - BL (Scuola Media "Marco da Melo" di Mel e Scuola Media "Cesare Vecellio" di Lentiai)



Ha tenuto inoltre corsi estivi di pianoforte rivolti ad allievi di ogni livello ad Auronzo di Cadore (BL) e Conegliano (TV).

 

* * * * * *

Alcune considerazioni personali:

"Considero l'insegnamento una parte integrante di rilevanza fondamentale nella mia attività. Notoriamente fornire una base adeguata agli allievi risulta essere tra i compiti più importanti di un bravo insegnante. Sarebbe opportuno che i genitori prendessero in dovuta considerazione il fatto che se desiderano davvero che ai loro figli venga data una base pianistica vera, profonda, proficua e che porti a dei risultati concreti pianisticamente parlando, la scelta di un giusto insegnante svolgerà in questo un ruolo più che fondamentale. Per esperienza e considerazioni personali maturate negli corso degli anni ho capito - e qualsiasi bravissimo professionista del settore non potrà far altro che confermarvi le mie parole - che nessun insegnante può dare risultati concreti e un valido metodo di insegnamento se questi non ha alle spalle una vera e significativa attività concertistica affrontata in primo luogo da solista e inoltre da camerista e solista con orchestra. La miglior soluzione rimane quella di trovare un insegnante che sia correntemente in attività. Bisognerebbe diffidare da coloro i quali non hanno mai avuto una attività concertistica cospicua: l'esperienza la si fa sul campo - concerto dopo concerto, i segreti di suonare il pianoforte in pubblico (e di preparazione per esami di conservatori, audizioni, concorsi ed infine concerti) si imparano sulla propria pelle affrontando l'attività concertistica passo dopo passo e traendone le dovute e giuste considerazioni. Questo monito dovrebbe essere rivolto sia a coloro che desiderino per i propri figli una vera preparazione verso un ambito di tipo professionistico sia verso coloro che lo considerino un hobby, sia naturalmente a quei ragazzi/e che abbiano già idee chiare in mente di che cosa vogliono ottenere dal pianoforte. Un insegnante che non abbia mai affrontato una vera attività concertistica avrà sempre una visione molto limitata del modo in cui affrontare determinati problemi (di tipo tecnico, soggettivo - ogni allievo è diverso, interpretativo e psicologico) che si possono sempre trovare nel corso del proprio cammino artistico, perchè egli non li avrà mai attraversati sulla propria pelle e farà molta fatica a darne una possibile soluzione efficace. Avendo affrontato gran parte della letteratura pianistica in sede di concerto un buon insegnante saprà dare all'allievo un'ampia rosa di possibili soluzioni al fine ultimo della preparazione dei brani anche più difficili ed al superamento delle loro difficoltà. Quella dell'insegnamento è una vocazione, una dote naturale forse non concessa a tutti, quasi una "professione di fede", uno stile di vita come può esserlo il concertismo. Ed ecco che allora capita anche di trovare "insegnanti" che non abbiano questa dote, questa vocazione, questo spirito, capita di trovare cioè dei falsi insegnanti. E capita quindi di trovarli anche fra i concertisti. Pianisti sicuramente meravigliosi ma pessimi insegnanti. Anche questa categoria esiste purtroppo e i motivi possono essere i più disparati e non mi ci soffermerò ora, comunque sia ai genitori e soprattutto agli allievi spetterà la valutazione dell' insegnante attraverso il metodo di ciascuno. Potrà non essere facile all'inizio capire se un insegnante (concertista o non) sia valido o meno, il consiglio per i genitori può essere senz'altro quello di dargli tempo e di osservare se il figlio in quel dato periodo progredisce nello studio grazie ai suoi insegnamenti e per l'allievo di osservare il metodo dell'insegnante; un buon principio può essere senz'altro quello di vedere se l'insegnante motiva sempre ciò che vuole insegnare o ottenere dall'allievo e se il suo metodo porta a dei risultati effettivi. Sembrano cose scontate eppure non vi si da mai abbastanza peso. "


Alcune testimonianze:

"Abbiamo conosciuto Riccardo alcuni anni fa. Di lui, dopo il concerto per il bicentenario della nascita di Liszt nel 2011 a Belluno, abbiamo sentito dire - concerto bellissimo, pianista straordinario!.
Sappiamo che è un virtuoso e che ha ottenuto vari meriti. Ma per noi è prima di tutto un bravissimo insegnante, paziente, attento, disponibile e motivato. Propone un repertorio variegato cercando di seguire le inclinazioni dell'allievo e di entusiasmarlo, ma allo stesso tempo di stimolarlo a migliorarsi.
Dalle prime note del Beyer e del Metodo Russo siamo arrivati, in tre anni, alle sonatine di Benda, Diabelli, Clementi, passando per l'ormai classico Arabesque di Burgmuller, pezzi facili a quattro mani, esercizi, scale e qualche piccolo pezzo di Bach. 
Nostro figlio è molto contento e noi non possiamo che esserne soddisfatti."

                                                                                                                         - Mamma e papà di Marco, 10 anni -

"Riccardo, durante la lezione, riesce a capirmi, riesce a capire perchè faccio certi errori, me lo dice, mi chiede se è giusto quello che ha pensato e se è vero mi spiega come risolverli. Ogni lezione ha un consiglio da darmi su come studiare, ricordare, su come mettere le dita, poi mettiamo a posto il colore (cioè i piani e i forti) e altre cose così da poter suonare quel pezzo bene, sicuro e ovviamente mettendoci il cuore e quindi personalizzandolo."

                                                                                                                         - Manrico, 13 anni -

"Sono Laura, la mamma di Manrico, io ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere il maestro Bozolo prima che diventasse l'insegnante di mio figlio. Il ricordo è ancora vivo in me della prima volta che l'ho sentito suonare, ero seduta su una poltroncina dell'auditorium comunale di Belluno e quando ha cominciato a suonare e vedevo quelle dita agili volare sulla tastiera, mi è mancato il fiato, come se il mio respiro potesse disturbare l'esecuzione di quella magnifica opera. Il maestro stava suonando Liszt, i 12 studi trascendentali, che poi ho saputo essere una delle opere più difficili da eseguire del compositore, senza spartito, una valanga di note tutte a memoria, eseguite con tale sicurezza, con tale precisione, amore dando ai piani e ai forti una tale dolcezza ma contemporaneamente una tale potenza, che non si poteva non restarne estasiati. Poi, con l'andare del tempo, l'amicizia si è approfondita, ho conosciuto Riccardo nella sua timidezza, bontà d'animo e pignoleria che lui sa ben dosare nelle sue esecuzioni.
Ed è così che si approccia anche all'insegnamento, con dolcezza ma con polso fermo in modo che l'allievo non si senta intimorito dal maestro, anzi nasca un'amicizia accomunata dalla passione per la musica e il pianoforte. Mio figlio è entusiasta di Riccardo perchè, parole sue, gli fa capire dove sbaglia e gli dà le soluzioni per migliorare quel brano, gli insegna sì la tecnica ma gli insegna a metterci amore in quello che suona perchè Riccardo ripete sempre che uno spartito lo devi far vivere, non sono solamente note scritte in un pentagramma ma bisogna estrapolare da quelle note il significato che l'autore stesso voleva si esprimesse e, cosa più importante, a metterci tutto te stesso in quello che stai per suonare, tutti i tuoi sentimenti.
Il maestro Bozolo inoltre, ha una grande pazienza, se l'alunno non ha capito ripete mille volte, senza stancarsi come va eseguito quel brano o quel passaggio così difficile che a casa non veniva bene, è molto esigente ma con la sua dolcezza non ti accorgi neanche che ti ha fatto ripetere magari 10 volte lo stesso passaggio, finchè non viene bene come dice lui. Insomma, non so se si è capito, ma io sono molto soddisfatta di come lavora perchè si vede immediatamente che ci mette tutto il suo impegno, tutto il suo cuore e la sua passione in quello che fa e io vedo i grandissimi risultati che sta ottenendo con Manrico.
Grazie Riccardo per quello che fai, come lo fai e per essere come sei!!"

                                                                                                                         - Laura, mamma di Manrico -